Storia

1961 - 2011 Professionisti delle demolizioni

I fratelli Cinerari cominciano l'attività nel settore delle costruzioni edili negli anni '50, proseguendo Pietro l'attività paterna (Francesco Cinerari aveva un magazzino di rottami a Siziano); Luigi prestando opera come "pontatore", (attività nella quale divenne abilissimo), e Angela Cinerari sostenendo le attività in proprio di entrambi i fratelli.
Dalla fine anni '50 e dall'esperienza dell'attività di ricostruzione post-bellica, matura in loro una solida consapevolezza del nascente segmento professionale specifico delle demolizioni. Così dal 1961 i tre fratelli Cinerari sono pronti per registrare in Pavia una nuova Impresa, destinata a specializzarsi nei servizi per la demolizione, con una grande attenzione al tema della sicurezza. L'azienda si chiamerà Armofer, da "armature in ferro" ciò che principalmente, secondo l'esperienza di Luigi Cinerari, poteva garantire la sicurezza degli operatori che lavoravano manualmente su altissimi ponteggi.
Le macchine da demolizione sarebbero arrivate solo degli anni '60 in avanti e avrebbero sostituito molto gradualmente l'attività manuale. Luigi Cinerari inoltre lavorava in prima persona sui ponteggi che costruiva e aveva ben presente l'importanza del tema della sicurezza.
Inizia così una grande avventura della famiglia Cinerari, fatta di passione e dedizione al lavoro, qualità che presto portano l’azienda a crescere ed essere conosciuta e apprezzata a Pavia, a Milano e, già negli anni Sessanta, in tutta Italia. La crescita continua cantiere dopo cantiere, commessa dopo commessa e passando il testimone da una generazione alla successiva, con la passione e i valori di sempre, fino a costruire un’impresa che oggi è fra le prime in Italia nel settore; sicuramente l’unica che può vantare 50 anni di storia e di know how.
La storia di Armofer, della famiglia Cinerari e delle demolizioni in Italia (le tre cose sono unite a doppio filo), è raccontata in un elegante volume illustrato e rilegato edito da Armofer e presentato da Emilio Cinerari in occasione della cerimonia per festeggiare i 50 anni di attività.

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Gli anni Sessanta


Anni '60: alti ponteggi e lavoro manuale

Anni '60: emolizione a Milano, p.zza f.lli Bandiera
All’insegna del sentimento collettivo di rinascita che anima l’Italia del boom economico, giovani e intraprendenti i fratelli Cinerari iniziano a lavorare in proprio. Nel 1961 Luigi, Pietro e Angela uniscono le forze in "Armofer di Luigi Cinerari", un’impresa di demolizioni, fortemente orientata al tema della sicurezza e in grado di gestire un servizio completo, dalla progettazione e costruzione dei ponteggi, all’esecuzione delle operazioni di demolizione in sicurezza, allo sgombero in proprio delle macerie e al riciclaggio di tutto quanto era possibile recuperare e reimmettere sul mercato, con un’attenzione capillare alla separazione dei materiali e al recupero.
"Già negli anni Sessanta non c’era impresa in grado di fare quel che faceva Luigi" ricorda oggi la signora Angela Cinerari. Negli stessi anni Armofer aveva raggiunto le dimensioni di 23 dipendenti; aveva largamente anticipato la legislazione italiana nell’adozione di misure di sicurezza anticaduta dai ponteggi; era probabilmente la prima impresa italiana per capacità di intervento e l’unica nel milanese dedicata specificamente e professionalmente all’attività di demolizione.
Il lavoro era essenzialmente manuale; a grandi altezze (ciminiere e serbatoi pensili) si lavorava grazie a ponteggi speciali costruiti ad hoc e attrezzature manuali (mazze, martelli, piccolo compressore). La demolizione era un vero e proprio "smontaggio". Le strutture venivano guidate al collasso con la fune di traino; le pareti, dall’alto verso il basso, venivano demolite per ribaltamento e così anche interi edifici grazie all’introduzione dalla metà degli anni sessanta delle prime macchine da demolizione: i trattori cingolati Ruston Bucyrus equipaggiati con la "pera", la palla vibrante da 15 q.


Gli anni Settanta


Anni '70: demolizione con la boccia vibrante

Anni '70: trattore cingolato Ruston Bucyrus 22
Nonostante le difficoltà del contesto sociale e politico dell’Italia degli anni Settanta, Armofer cresce in fretta. Conosciuta e apprezzata in tutto il Nord Italia, l’impresa è in grado di gestire molti cantieri contemporaneamente, anche di notevole dimensione e a grande distanza fra loro e dalla sede di Siziano, dove, via treno grazie alla vicina stazione merci di Villamaggiore, continuano a giungere tutte le macerie, il ferro e quanto recuperabile dalle demolizioni. Armofer, intuito subito il valore delle prime macchine da demolizione, apre le porte alla modernizzazione; i Cinerari frequentano le prime fiere specializzate per il settore delle macchine da cantiere (il primo Samoter a Verona è del 1964, come derivazione dalla fiera agricola) e acquistano mezzi d’opera specializzati per il proprio lavoro.
Nei primi anni Settanta Armofer disponeva di 4 Ruston Bucyrus con la boccia vibrante per demolire; 3 autocarri per i trasporti e una modernissima gru idraulica autocarrata equipaggiata col polipo da ferro, oltre a una serie di macchine da scavo e pale cingolate da cantiere.
Per tutti gli anni Settanta protagonisti delle demolizioni sono i trattori con la palla vibrante da 15 o 20 quintali, letteralmente lanciata contro gli edifici e recuperata/sollevata con la fune controllata direttamente a bordo macchina grazie a due argani. Sebbene oggi tale tecnologia sembri rudimentale, era possibile operare con una certa precisione. Occorrevano naturalmente perizia, capacità ed esperienza. Era sempre Luigi Cinerari, che pur non lavorando direttamente sulle macchine operatrici (mentre lavorava regolarmente sui ponteggi), studiava, progettava, coordinava e dirigeva le operazioni di demolizione con le macchine dando precisissime indicazioni su come procedere ai propri fidati collaboratori. In questo modo Armofer era in grado di demolire per ribaltamento anche strutture di 40 m di altezza.
Il lavoro era mantenuto rigorosamente in sicurezza grazie ad un espediente che consentiva al carro (e dunque all’operatore) di allontanarsi decine di metri dal pericoloso fronte di intervento: la boccia vibrante veniva staccata dall’estremità del braccio meccanico e assicurata direttamente alla struttura da demolire in modo da colpire un solo punto preciso, opportunamente individuato. La fune del ritiro veniva conseguentemente allungata (anche 50 m) per permettere al carro di arretrare in tutta sicurezza. In famiglia i Cinerari ricordano questa tecnica come "sistema Andrea" perché fu il figlio Andrea Cinerari, poco più che bambino, a suggerirlo al padre Luigi. Si trattava dell’intuizione geniale di un ragazzino che rivelò così le proprie straordinarie capacità e passione rispetto a questo lavoro, qualità che dimostrò in molte occasioni nei successivi 30 anni della sua professione.


Gli anni Ottanta


Anni '80: demolizione complesso industriale Pirelli a Milano

Anni '80: l'avvento delle macchine idrauliche

Anni '80: demolizione Hotel Principe Savoia, Milano
La metà degli anni Ottanta segna una svolta nella storia delle demolizioni: entrano in scena le prime macchine idrauliche con pinze idrauliche da demolizione, tecnologia che via via affinatasi domina ancora oggi le demolizioni meccaniche. Grazie alla generale ripresa economica e all’impulso che caratterizza gli anni Ottanta e i preparativi per Italia ’90 e il mondiale di calcio, a Milano e in Lombardia si moltiplicano i cantieri aperti. Sono anche gli anni del recupero edilizio dei centri storici e Armofer ricorda numerosi delicatissimi, talvolta arditi interventi nel tessuto urbano, nel tessuto storico della città, in mezzo a edifici e infrastrutture in piena attività. Armofer già lavora traslando in quota mezzi d’opera, e "inventando" nuove soluzioni per ogni nuova situazione. Nei delicati interventi dei centri storici vengono via via in aiuto le nuove attrezzature idrauliche, le macchine compatte e le attrezzature specializzate. Ogni cantiere è una nuova storia, un nuovo tema da risolvere e sviluppare, mentre anno dopo anno "maturano" le macchine e si afferma una nuova cultura della sicurezza in cantiere, che trovò sempre Cinerari nella posizione di precursore dei tempi.
L’attività da Milano si sposta sempre più di frequente in Liguria, Veneto, Emilia Romagna e fino a Roma, seguendo e soddisfacendo le esigenze dei maggiori imprenditori italiani del tempo. Armofer viene chiamata in tutta Italia per affrontare colossi industriali, strutture particolarmente ardite e manufatti impegnativi per i quali è condizione necessaria la sua ormai trentennale esperienza. Proprio in questi anni si affacciano uno dopo l’altro in azienda e in cantiere i figli dei fratelli Cinerari: Gianfrancesco, Andrea, Stefano e da ultimo il più giovane Emilio.


Gli anni Novanta


'90: i nuovi colori aziendali
La realtà è in fermento, le tecnologie ormai inarrestabili nella continua evoluzione e specializzazione, il mercato sempre più affollato.
La Milano degli anni Novanta è la città delle aree industriali dismesse e di enormi periferie ex industriali da ripensare, ridisegnare. Parallelamente alla riconversione dei siti industriali si apre anche il grande capitolo delle bonifiche ambientali che impone alle aziende sostanziali cambiamenti nell’approccio al lavoro. Armofer è già attiva fra le vecchie industrie di Porta Genova, via Savona, Tortona, via Stendhal, futura città della moda e del design, e i quartieri della Bovisa, futura cittadella universitaria del nuovo Politecnico. Citiamo naturalmente anche la Bicocca e in generale i cantieri Pirelli, ai quali per 25 anni si lega la storia di Armofer attraverso gli anni, cementata da un rapporto di fiducia incrollabile.
Armofer cresce ancora, si struttura come azienda moderna, con un ramo dedicato alle bonifiche ambientali; con la capacità di osservare e allinearsi alla mentalità europea (il mercato unico nel 1992 è già realtà) e con uno straordinario, giovane e dinamico impulso di crescita dato dai quattro ancora giovanissimi Cinerari chiamati alla guida dell’azienda di famiglia a causa della scomparsa prematura dei loro genitori, Luigi e Pietro Cinerari. L’azienda, pur risentendo della battuta d’arresto causata dallo scoppio di Tangentopoli a Milano e della conseguente operazione "Mani Pulite", riparte con forza, entusiasmo e coraggio verso una crescita che non si è mai più arrestata. Nel sangue passione di sempre; le macchine si dipingono di rosso ad evidenziare e sottolineare la qualità dell’azienda di Siziano, già pronta al salto di qualità richiesto per "entrare" in Europa: Armofer è matura a recepire e fare propria la strategia della qualità e allinearsi via via alle direttive della nuova Europa. L’azienda cresce e crescono anche le macchine: Armofer acquista il primo escavatore cingolato venduto in Italia in configurazione da demolizione, col braccio "high reach boom" e poco dopo arriva il "gigante": il Cat 365 B con i suoi 33,50 m al perno.


Gli anni Duemila


Anni 2000:grandi macchine, grandi lavori

Anni 2000: demolizione ex zuccherificio, Castiglion Fiorentino
Nel 2000 sono pronti il nuovo magazzino, il nuovo piazzale e la nuova modernissima palazzina uffici. Nel 2001 cambia la ragione sociale di Armofer; diventa srl a nome di Andrea, Stefano ed Emilio Cinerari. Nel 2002, a coronamento del processo intrapreso di innovazione e cambiamento strutturale, l’azienda ottiene la certificazione di qualità ISO 9001. In pochi anni è passata da una ventina a 60 dipendenti. Negli anni 2000 i lavori affrontati sono sempre più spettacolari, ad alto contenuto tecnologico e con la messa in campo di tecnologie innovative, flotte consistenti, personale sempre più qualificato per operazioni sempre più specializzate (come dimostra il vocabolario di settore che si amplia di nuove terminologie sempre più specifiche: demolizione selettiva; demolizione controllata; smontaggio selettivo; collasso controllato; strip out; decommissioning…) . Molti interventi vengono descritti e segnalati con interesse dalle maggiori riviste specializzate del settore tecnico. La meccanizzazione del lavoro da una parte e la preparazione tecnica degli interventi dall’altra (necessaria fino all’analisi dettagliata per le commesse acquisite con gare pubbliche) hanno contribuito a contrarre significativamente i tempi del cantiere e la corretta pianificazione degli interventi rende possibile la gestione di più commesse impegnative contemporaneamente lavorando in regime di qualità e garantendo il rispetto delle tempistiche concordate (fiore all’occhiello di Armofer da sempre, sin dai primi anni ’60). Armofer in questi anni padroneggia tutte le tecnologie di demolizione, sino ai più recenti sistemi videocontrollati e radiocomandati; si dota delle migliori tecnologie esistenti sui mercati; assiste i cantieri con officine mobili in grado di risolvere innumerevoli problemi e azzerare i fermo macchina in cantiere. Ma il valore maggiore, il vero "capitale" dell’azienda rimangono le persone, come dimostrano collaboratori con una permanenza in azienda molto superiore alla media del settore e con diversi casi che arrivano a 10-20-30 e oltre anni. "Una squadra cresciuta insieme e che si riconosce nei colori aziendali è un valore in più che nessuna macchina e nessuna tecnologia possono sostituire" conferma Emilio Cinerari.