2015- A grande altezza, lungo la strada
Demolito a Milano lungo viale Boezio l'hotel multipiano che lascia il posto a nuove residenze. Condizioni ambientali complesse per un intervento "speciale" lungo la strada pubblica
2014- Una demolizione complessa
Particolare attenzione per il controllo ambientale e il coordinamento dei lavori Milano Citylife
2014 - demolizione a controllo remoto
Con un escavatore cingolato da 300 q radiocomandato Armofer demolisce nel contesto dell'ospedale san Gerardo di Monza in piena attività con standard massimi di sicurezza e controllo dei parametri ambientali
2012-Decommissioning Centrale Termica a Pioltello
La demolizione integrale di fabbricati e impianti della centrale di cogenerazione di Limito di Pioltello
2012 - Tutto quella notte
Cinque macchine al lavoro contemporaneamente per demolire il ponte ferroviario sul Laveggio in Svizzera. Operatività notturna, grande perizia tecnica e logistica per terminare il lavoro in sole 12 ore
2012 - Operatività in condizioni estreme
La demolizione di un impalcato autostradale nel gennaio 2012 ha imposto misure eccezionali
2012 - Demolizione video sorvegliata
Demolizione di un viadotto autostradalesulla E45: Armofer opera sia da terra con bracci demolition sia dall'impalcato con mezzi controllati a distanza. In tutta sicurezza.
2011 - Save the date:10 settembre
Armofer Cinerari Luigi srl procederà alla demolizione controllata mediante cariche di esplosivo di 2 edifici a Pieve Emanulele: 100.000 mc abbattuti in pochi secondi alla presenza del pubblico
2011 - Recupero al 95%
Al via la campagna di frantumazione a Pieve Emanuele: obiettivo recupero del 95% dei materiali
2011 - Milano: progettare la demolizione
In città sono d'obbligo tecnologie sofisticate e misure importanti per il controllo ambientale. La demolizione deve essere progettata attentamente in ogni suo aspetto per garantire sicurezza, qualità ambientale, produttività
2011 - Giganti della demolizione
A Jesi Armofer demolisce 3 silos di cemento armato rinforzati da un'armatura in acciaio postesa, di 35 m di altezza e 25 di diametro
2011 - Due bracci "demolition" per Pieve
La demolizione meccanica a grandi altezze portata avanti con due escavatori "demolition" per abbattere 90.000 mc in poche settimane
2009 - Via tutto! Lo Strip-Out
Lo Strip Out consente il riuso in tempi brevissimi di strutture terziarie e industriali, ma anche una separazione corretta dei rifiuti da demolizione
2009 - Vagliatura terreni inquinati e macerie
Vagliare sul posto abbatte i costi gestionali e consente alla committenza numerosi vantaggi economici, nell'assoluta sicurezza ambientale
2009 - Tre torri, un escavatore
Demolite con un escavatore Liebherr 974 C con braccio da oltre 40 m le tre grandi torri calce di uno zuccherificio di Jesi
2009 - Solido, ma pericoloso
Bonifica amianto matrice compatta, attenzione alle fibre dei manufatti deteriorati che possono essere soggette a dispersione nell'ambiente
2009 - Smontaggio selettivo industriale
Lo smontaggio selettivo consente di gestire al meglio il cantiere con riduzione dei tempi operativi e semplificazione nella gestione dei rifiuti
2009 - Selezionare con cura
Smontaggio selettivo di tutti gli impianti, le tubazioni e le strutture in acciaio in questo grande intervento in Toscana
2009 - In atmosfera controllata
Bonifica amianto a matrice friabile tramite camere a confinamento dinamico per la massima protezione dai rischi di dispersione in ambiente
2009 - Demolire lungo la strada
Un interessante intervento di demolizione di edifici adibiti a uffici in frangia a un trafficato asse stradale nel centro di Milano
2009 - Bonificare i serbatoi sotterranei
Armofer ha maturato una ingente esperienza sul campo per la bonifica e demolizione dei serbatoi di stoccaggio qualsiasi sia il fattore inquinante
2009 - Attenzione alla procedura!
Nella bonifica delle lane minerali (Main Made Mineral Fiber), classificate come cancerogene, nulla è lasciato al caso
2008 - Demolizione e controllo ambientale
Le operazioni di abbattimento quando gli edifici si trovano in spazi confinanti o adiacenti ad altri da preservare
2008 - Demolire il calcestruzzo
Demolizione e frantumazione di strutture in calcestruzzo fortemente armate, in Provincia di Milano a Caleppio di Settala
2008 - Decommissioning su misura
Armofer offre "chiavi in mano" la gamma completa delle soluzioni per i siti industriali di ogni tipologia e dimensione
2007 - Oltre i 45 metri di altezza
Quando le strutture da demolire sono particolarmente alte, si abbattono a partire dalla cima con attrezzature idrauliche adeguate
2007 - Demolizione con esplosivo
Le tecniche di demolizione con esplosivo consentono la massima sicurezza operativa, comprimendo le tempistiche di ultimazione del cantiere
2007 - Demolire dall'alto
La demolizione di un serbatoio idrico in prossimità dell'abitato ha richiesto l'uso di minimacchine da demolizione equipaggiate con pinze idrauliche
2005 - Un ciclo completo
Oltre alla demolizione, sul sito della Origoni Metalli, è stata effettuata anche la bonifica del terreno contaminato da metalli pesanti
2005 - Bonifica eternit
Nelle demolizione delle Cartiere Burgo di Corsico, si è dovuto intervenire per bonificare una copertura in eternit conglobata nella soletta
2004 - Demolizioni notturne
Nessun problema per Armofer nella demolizione in notturna di manufatti stradali e autostradali che possono essere bloccati per pochissimo tempo
2004 - Demolizione impalcati ferroviari
Vicino a Parma, Armofer ha demolito gli impalcati da ponte di un grande viadotto ferroviario, mediante la tecnica del collasso controllato
mercoledì 20 aprile 2011

Decommissioning / Demolizioni speciali

2011 - Intervento d’urgenza a Pavia

I manufatti in corso di demolizione da metà marzo 2011, sono alcune palazzine facenti parte dell’enorme complesso industriale ormai dismesso della ex Necchi nella città di Pavia, proprio accanto alla sede della Polizia Stradale della città. (Il sito è abbandonato da alcuni decenni).
All’ingresso del sito, sull’edificio industriale dal cui tetto svetta l’alta ciminiera, simbolo di archeologia industriale pavese, è posta la targa che indica il nome della strada: viale Ambrogio Necchi: si tratta della strada principale della cittadella industriale, che produceva le famosissime macchine per cucire per uso domestico. Un secolo fa qui erano in piena attività le Fonderie Pavesi, ospitate nell’edificio attiguo. Nel resto del sito vi erano i capannoni delle industrie, i magazzini, i piazzali. A fianco di essi, in una zona di più recente costruzione, vi erano alcune palazzine uffici del complesso, oggetto di questo intervento di demolizione a causa del crollo spontaneo.
Si tratta di due lunghe stecche di edifici, unite fra loro da due strutture di collegamento e disposte a quadrilatero con una corte centrale. Le strutture, di 5 piani fuori terra (circa 20 m di altezza), sono completamente in cemento armato con struttura portante a travi e pilastri. Una delle due strutture di collegamento fra le stecche principali, nella notte del 10 marzo scorso è stata interessata da un collasso spontaneo improvviso che ha causato un cumulo di circa 1000 mc di macerie e compromesso le strutture vicine e adiacenti.
Armofer Cinerari Luigi srl, organizzando l’intervento nell’arco di poche ore, è intervenuta la mattina stessa del crollo insieme alla Protezione Civile per un primo sopralluogo, per sgomberare le macerie e soprattutto assicurarsi che non vi fossero vittime a causa del crollo. L’edificio abbandonato infatti veniva talvolta utilizzato dai senzatetto come riparo occasionale. Armofer è intervenuta sul posto con due macchine, per demolizione primaria (Komatst PC 450), per mettere in sicurezza le strutture in elevazione interessate dal collasso e con un escavatore per demolizione secondaria (Hitachi 520) per rimuovere le macerie provocate dal crollo.
Gli operatori Armofer, con turni continui, hanno lavorato giorno e notte per completare la demolizione dell’edificio crollato e per rimuovere le macerie.
In seguito all’ordinanza del Comune per la messa in sicurezza dell’area Armofer procede alla demolizione totale delle strutture coinvolte dal collasso e di quelle pericolanti immediatamente attigue. In 4 giorni è stata demolita un’intera stecca dell’edificio, pari a circa 35.000 mc vuoto per pieno, con una sola macchina da demolizione. La macchina secondaria sta ora completando la frantumazione delle macerie per le operazioni di deferrizzazione primaria.


Intervista con Stefano Cinerari, titolare Armofer Cinerari Luigi srl

Quando e come siete intervenuti sul posto che è stato oggetto del crollo spontaneo?
Stefano Cinerari: Subito; ci siamo mossi subito, appena sentita in radio la notizia del crollo improvviso; appena avvisata la proprietà e ci siamo recati sul posto dove già erano intervenuti Protezione Civile, Vigile del Fuoco e il questore della città.
Siamo intervenuti con due macchine per demolizione primaria e per la rimozione delle macerie, in tempi molto stretti, appena ricevuta la richiesta, in accordo con la Questura. I tempi sono stati rapidissimi: arrivata la richiesta d’intervento in urgenza fra le 9:30 e le 10 della mattina, alle 12 la macchina da demolizione col braccio lungo era già in cantiere in fase di montaggio. Alle 15 era pienamente operativa.
Non è facile organizzare la gestione del parco mezzi in questo modo, cioè in modo da avere disponibili le macchine che servono e poterle trasportare in cantiere nel giro di poche o pochissime ore. Questa penso che sia una nostra prerogativa, la capacità di organizzarci in modo così rapido e intervenire in poche ore con una squadra di professionisti, con le macchine e attrezzature idonee.
Dobbiamo tener conto anche che la macchina che abbiamo trasportato e montato è viaggia su strada come trasporto eccezionale. Noi siamo in grado di intervenire tempestivamente grazie alla nostra organizzazione interna; abbiamo le tecnologie per trasportare in proprio il mezzo, cioè un carrellone ribassato con portata fino a 52 ton (la macchina smontata, senza braccio raggiunge i 430 q)  e soprattutto un permesso temporaneo, continuamente rinnovato che ci consente di organizzare lo spostamento in qualsiasi momento e con risorse proprie. Per l’intervento in urgenza questo è imprescindibile. Nello stesso tempo che un’azienda organizza un trasporto cosiddetto normale, di una macchina da scavo minore che viaggia senza permessi particolari, noi trasportiamo e allestiamo mezzi con trasporti eccezionali e soprattutto rendiamo disponibili, come in questo caso, i mezzi idonei all’intervento da eseguire.

Come avete organizzato in seguito il lavoro in questo cantiere?
Dopo l’intervento in urgenza, durato giorno e notte senza sosta, non appena è arrivato il nulla osta dal Comune a procedere, abbiamo programmato il lavoro di demolizione e messa in sicurezza, con una squadra di due macchine e due operatori, uno per la demolizione primaria e uno per la secondaria. Il lavoro è proceduto a ritmo serrato: i primi 35.000 mc (la metà dell’intero volume compromesso) in soli 4 giorni di lavoro, lavorando anche la domenica, per la volontà di abbattere la struttura pericolante nel più breve tempo possibile ed evitare così altri potenziali incidenti. Ora siamo in attesa del permesso per procedere con l’altra metà dell’intervento, la seconda stecca, pure compromessa, già dichiarata inagibile e verosimilmente prossima al crollo spontaneo come l’edificio gemello già caduto.

Cosa occorre per poter intervenire con queste modalità?
Stefano Cinerari: Occorre una grande flessibilità della struttura aziendale.
Solo una rigorosa organizzazione del lavoro, del magazzino e della gestione consente di far fronte agli imprevisti anche più gravosi in cantiere o addirittura a eventi come questo, di dover preparare una squadra di macchine e operatori in poche ore, in grado di intervenire in una situazione di emergenza come quella di Pavia.


Galleria fotografica: 2011 - Intervento in urgenza a Pavia

La notte del 10 marzo 2011 Pavia è stata svegliata da un improvviso boato per il crollo spontaneo di una palazzina abbandonata nel complesso ex Necchi. Organizzato immediatamente il trasporto eccezionale, a poche ore dal crollo Armofer, insieme alla protezione civile, era operativa sul posto con una macchina da demolizione primaria con braccio da 25 m al perno, in grado di far fronte all’emergenza in tutta sicurezza e in tempi celeri, per assicurarsi, grazie a 24 ore di turni in continuo, che non ci fossero vittime.